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Chiusure e aperture all’altro

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Chiusure e aperture all’altro

Prima uscita di piacere (escludendo tutte quelle per lavoro, di questi tre mesi). Teatro Romano di Benevento, una bellissima location, incontro con i sei finalisti del Premio Strega, alla 47^ edizione. Presentava Marzullo, confezionato in una delle sue classiche maglie a strisce orizzontali. Molto interessanti le interviste agli autori. I temi trattati sono quelli di noi umani: l’amore, l’odio, la qualità dei rapporti, la sofferenza e il dolore (oggettivi), e quello procurato dagli altri a noi o da noi agli altri (con gli esercizi di stigmatizzare, etichettare, criticare, isolare, espellere). Mentre ero lì, in quella splendida cornice, ed echeggiavano le parole degli autori, che leggevano brevi brani delle loro opere, ho pensato a me, a noi, alle storie personali che si intrecciano, alla nostra comune Fede, alle possibilità di dialogo con gli amici di altre culture, con o senza riferimenti religiosi, alle chiusure e alle aperture all’altro, al diverso, all’abilità di trasformare la distinzione in divisione e, più difficilmente, a fare il contrario, vivendo l’ebrezza dell’unità.

Anche le nostre esistenze, le storie personali di amore, odio, rapporti urticanti o armoniosi, sofferenze e dolori, compongono romanzi unici, opere prime mai pubblicate, non partecipanti ai premi letterari, ma, si Spera, presenti all’Esame Finale, e se Maria ci mette più di una pezza, promossi al Premio Finale.

Allora, stamattina a messa, mi sono ritrovato a pregare per la fedeltà alla chiamata di chi ha risposto il proprio “sì” a Dio. Poi, per tutti, ma proprio tutti, accomunati dall’appartenenza al genere umano. È sempre una battaglia riuscire a meritare l’aggettivo “umano”, per chi riesce a fare le guerre, ad inventarsi addirittura quelle sante, pur di dare un senso alle proprie ed alle altrui vite del sottosuolo. Insomma, se da un lato mi è venuto di pregare per ciascuno singolarmente, dall’altro ho pensato che la comunità cristiana, altro aggettivo abusato, possa osare, spingersi a rispondere  collettivamente per essere Luce, che non si può mettere sotto il moggio.

“Siamo una famiglia!”. Ma questo è un altro tema di noi umani, da riempire di soprannaturale, perché sia Vita e non stralci di un romanzo di vite minime.

Filippo Pagliarulo

sito promosso dall'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Benevento per favorire il dialogo e il confronto tra componenti sociali e realtà ecclesiali presenti sul territorio, per far emergere notizie buone e vere che contribuiscano all'edificazione del Regno di Dio.

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