
In dialogo con Fr. Davide Panella ofm
a cura di Antonella Fusco
La Biblioteca francescana “Le Grazie” del complesso della Basilica della Madonna delle Grazie in Benevento: il tempo e il luogo storici divengono tempo e luogo d’anima. Sguardo interiore. Crescita: apertura propositiva verso l’altro. Verso la vita. Padre Davide Panella, direttore della Biblioteca francescana, ci illustri questa visione.
Nella domanda sono presenti tutte le caratteristiche essenziali di ogni biblioteca come luogo di crescita e di dialogo. Nello specifico, in riferimento alla biblioteca francescana “ Le Grazie”, mi soffermerei inizialmente sulla sua logistica in quanto indicatore privilegiato. Ubicata dietro l’omonima Basilica, si presenta circondata da un’oasi di verde con alle spalle il suggestivo panorama della “ Dormiente del Sannio”. Queste due caratteristiche certamente favoriscono l’atmosfera essenziale della biblioteca, che ha bisogno del silenzio per poter svolgere la sua funzione. E questo silenzio, favorito e custodito dal luogo, permette di stare in essa “ naturalmente” ed entrare subito in dialogo con il libro. E si può dire che il silenzio si trasforma subito in parola, in quanto desiderio di dialogo.
Silenzio, parola e dialogo trasformano la biblioteca da luogo fisico alla dimensione spirituale dell’anima. Si può dialogare, infatti, con la Storia sotto le sue numerosissime espressioni come la letteratura, la poesia, il romanzo, la filosofia, la teologia, l’arte, la musica, la scienza. Se si vuole, si può entrare, così, in quella dimensione tipica della vita, che è il mondo delle curiosità e delle meraviglie. La biblioteca, per sua intima natura, è una realtà di domande e risposte ed è per questo luogo di crescita. Sotto questo aspetto, la biblioteca è ancora realtà di confronto sincero e aperto con l’altro. L’esperienza in una biblioteca non è mai banale in quanto riporta la persona a misurarsi con se stesso e con gli altri e rappresenta la vera molla di una crescita umana consapevole e armoniosa. La memoria, custodita nella biblioteca, non è solo ricordo di quanto già fatto e realizzato, ma indica apertura verso realtà future e ulteriore spinta per il nuovo. Tutti questi spunti di riflessione sulla biblioteca sono finalizzati a viverla sempre più nella consapevolezza che la sua “ sacralità” non ci deve spaventare in quanto ci allontana dagli altri, anzi ci educa portandoci al dialogo e al colloquio con gli altri. Per questo è sicuro riferimento di crescita.
Educare alla bellezza della vita anche attraverso il libro. Bellezza: sguardo che si dischiude alla profondità dell’esistenza. Che sa andare oltre e sa cogliere nell’ordinario una straordinarietà guidata da un sentire d’anima limpida.
La seconda domanda sulla dimensione della Bellezza, come indice di educazione, mi dà la possibilità di inquadrare il discorso più specificamente su questa biblioteca francescana. La Bellezza della biblioteca è espressa inizialmente nella presentazione immediata delle tre sale, alle quali si accede attraverso dipinti di notevole pregio artistico. La sala più grande, denominata della “ Lettura”, ha una funzione di accoglienza e di incontri culturali. Ma l’autentica Bellezza è insita nei libri stessi ed è tutta da scoprire. La storia del libro stampato, che custodiamo in biblioteca con circa ottantamila volumi, dagli incunaboli ai libri dei nostri giorni, ne è viva testimonianza.
Avvicinarsi, per esempio, all’ incunabolo del 1470 “ Le Lettere di San Girolamo” è una esperienza unica di scoperta di un libro singolare, nonostante i suoi 556 anni, che fu realizzato con fine gusto del bello. È miniato e il suo splendore meraviglia ancora, come pure la storia privata del suo possessore, tramandata nelle carte bianche iniziali, in cui sono annotate le sei nascite dei suoi figli dal 1576 al 1582.
A questa bellezza, ne dobbiamo aggiungere un’altra in riferimento all’iniziativa promossa da questa biblioteca che abbiamo denominata “Un libro tra libri alle Grazie”. Ogni mese, nella sala grande della “ Lettura” viene presentato un libro di autori contemporanei e delle nostre zone. È iniziata il 1° dicembre 2025 esattamente con la presentazione del libro della poetessa Antonella Fusco “Trasparenza dello sguardo” ed è proseguita il 17 gennaio di quest’anno con un altro libro di poesie “Campi di luce” di Maria Consiglia Alvino. È una esperienza di bellezza comunitaria in quanto trovarsi insieme come “fraternità dialogante e in ascolto” su tematiche di profonda sensibilità e cultura ci fa sperimentare la dimensione propria della realtà umana. E questa è vera Bellezza.