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“Highwaymen- L’ultima imboscata ”

Film

“Highwaymen- L’ultima imboscata ”

Kevin Costner e Woody Harrelson sono i protagonisti di questo racconto minimalista che lascia sullo sfondo – come se si trattasse di una coppia di figuranti – i celeberrimi assassini Bonnie e Clyde. Gli ultimi “rantoli” dell’epopea western americana venivano emessi da un mito postumo: la ballata macabra di una coppia di criminali che seppe incarnare con i propri delitti efferati la rivincita dei derelitti statunitensi reduci dalla grande tragedia della infinita crisi seguita al crollo di Wall Street nel 1929. A quel martedì nero: il 29/10/1929; seguirono anni di migrazione di massa in una bolgia infernale dove si smarrirono centinaia di migliaia di bambini e intere regioni furono ridotte alla fame. Da quella marea montante di carne umana scaturì un viscerale odio nei confronti delle istituzioni ed in particolare contro le forze dell’ordine che avevano garantito solo lo status quo delle classi al potere, dei ricchi che avevano proseguito i loro affari non curanti della disperazione nella quale l’intero Paese era precipitato. Senza pietà, Bonnie e Clyde sterminarono un nugolo d’inseguitori, soprattutto giovani poliziotti, regalando ai più almeno l’illusione che la sofferenza fosse vendicata. Ma contro questi due “eroi” negativi – che appaiono inafferrabili – anche la risposta di due “pensionati”, se coerente con le ragioni della giustizia, può diventare efficace e lo diventa infine, dopo una caccia serrata e avversata da una fitta rete di connivenze e complicità dei banditi. La catarsi avviene sotto una pioggia di pallottole, intorno ai corpi crivellati e martoriati di due ragazzi colpevoli di innumerevoli assassinii, poi toccati e onorati da migliaia di mani commiseranti e copiose lacrime versate sull’auto, lungo il percorso verso la città e dopo, ai funerali (separati) di entrambi i fuorilegge. Kevin Costner ha imboccato da tempo la strada dei grandi attori: la tendenza alla “riduzione”. Limita ogni effetto, ogni azione, per far giungere intatta tutta l’emozione trasmessa dal suo viso, dalle sue movenze perfette. Una recitazione rara per la sua eleganza e solidità. Woody Harrelson arranca dietro di lui e fa una grande fatica a tenere il passo di questo attore, fra gli ultimi discendenti di una estinta specie di sofisticati interpreti, da Charles Laughton a Cary Grant, da H. Bogart a James Stewart, da Gregory Peck a Gary Cooper. Godersi un protagonista di questa levatura rammenta il cinema di altri tempi. Il film è lento e poco incisivo, ma Kevin Costner è imperdibile.

Alessandro Perriello O

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