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Riflessioni e proposte

Molto interessante il webinar tenutosi lo scorso 5 febbraio, primo di una serie che porterà al “Forum 2021” degli amministratori delle aree interne: i relatori, Francesco Monaco, coordinatore del Comitato tecnico delle Aree interne; Luca Bianchi direttore Svimez, Gabriele D’Uva studente universitario e l’arcivescovo Felice Accrocca hanno portato un contributo valido al convegno dal titolo: “Il Sud ci riprova”. Ciascuno nel suo settore ha descritto lo stato di crisi delle aree interne del nostro Paese, nonostante le risorse messe in campo dallo Stato che sta tentando di dare una risposta allo spopolamento che porta via tante risorse umane e culturali a queste regioni, che di fatto risultano sempre più dipendenti da aiuti e sovvenzioni. Migliorare i servizi, come l’istruzione e la sanità, potenziare e calibrare l’offerta di lavoro sembrano essere i canali privilegiati nella ricerca di una soluzione. Ma chi farà tutto questo? Lo Stato, con la sua struttura pachidermica finora non ha dato dimostrazione di efficacia, se è vero che ultimamente il saldo (negativo) nella popolazione dei comuni inferiori a cinquemila abitanti è di circa duecentocinquantamila persone. La Strategia Aree Interne esiste, la SVIMEZ ha alle spalle anni di studio e di progetti, ma forse è necessario fare di più. Occorre coinvolgere maggiormente i Comuni, dal momento che le Province hanno cessato di esistere, e agire sui cosiddetti corpi intermedi, aggregazioni, associazioni, comunità che vivono sul territorio e ne conoscono le difficoltà e le risorse.

Anche le comunità cristiane, le parrocchie, possono avere un ruolo: rimodulando la loro presenza e verificando la possibilità di affiancarsi, senza sovrapporsi, alle istituzioni nella soluzione dei problemi che sono al loro livello, secondo il principio della sussidiarietà. Se pare più difficile essere incisivi nel settore del lavoro, (pensiamo però a quanto è stato fatto in un passato recente, quando per iniziativa di sacerdoti e comunità profetiche, partendo dalla dottrina sociale della Chiesa nacquero banche, casse mutue, cooperative), ritengo che nell’immediato sia possibile collaborare all’educazione delle giovani generazioni, mettendo a disposizione generosamente ambienti e persone con le competenze che provengono dalla secolare consuetudine della catechesi cristiana. Si può contribuire all’ umanizzazione della sanità, un campo che ci è familiare, visto il contatto frequente con ammalati e anziani. Se non è possibile collaborare pienamente oggi a causa della pandemia, non è vero che non lo sarà domani. Questa è l’ora della riflessione, del coinvolgimento degli operatori pastorali. Un giorno ci sarà da uscire per gettare il seme e se a suo tempo vorremo raccogliere, occorre già da adesso avere in magazzino semi per tutte le stagioni.  Le prossime tappe dei webinar sono il 15 febbraio 2021, “Restare, la sfida” e il 10 marzo, “Una visione condivisa”.   

sito promosso dall'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Benevento per favorire il dialogo e il confronto tra componenti sociali e realtà ecclesiali presenti sul territorio, per far emergere notizie buone e vere che contribuiscano all'edificazione del Regno di Dio.

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