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Mario Lanzione e la delicatezza delle carte veline

Le arti luogo d'incontro

Mario Lanzione e la delicatezza delle carte veline

L’impegno artistico di Mario Lanzione evidenzia notevole attenzione allo studio dell’Astrattismo. Ricerca attenta e particolareggiata. Nelle opere dell’artista emerge una sintesi tra l’Informale e l’Astrattismo Geometrico. La fusione di queste esperienze, portano Mario Lanzione ad una straordinaria armonia artistica, definita Astrattismo Totale che ha avuto origine nel 1975, con le carte veline, procedimento tecnico utilizzato nelle sue prime opere dopo gli studi accademici. Divenuto un Movimento storicizzato da critici d’arte e al quale hanno aderito altri artisti, è stato pubblicizzato, per la prima volta, con la definizione “L’Astrattismo Totale di Mario Lanzione” nel 2008, sulla rivista “Futuro contemporary/art” edito da Fischer di Meisterschwanden (Svizzera) e, nello stesso anno, da una sua mostra personale alla Galleria “Rosso Fenice” di Benevento intitolata “L’Astrattismo Totale di Mario Lanzione: un percorso artistico tra materia e geometria”.

Levigando più o meno profondamente gli strati velati e il colore sottostante che si traducono in velature e trasparenze, Lanzione usa le carte veline per ottenere effetti di colore e luce, incorporata e non riflettente, ma anche per dare struttura compositiva alle sue opere, creando spazi geometrici tridimensionali, definiti o percepibili, che si sovrappongono al colore materico di fondo. Gli effetti che ne ricava, gli consentono di affrontare temi importanti come i concetti sull’infinito, di leopardiana memoria, che amplia con l’idea della molteplicità degli orizzonti e che diventano i punti di riferimento più rilevanti del suo lavoro. A tale proposito, sono da ricordare le opere “Sulla soglia del visibile” del 1983 e “La soglia dell’infinito” del 1985. Le immagini si snodano in piani, sezioni prospettiche, oblique geometrie. Lo spazio, la luce i colori inducono a profondità che possono sembrare lontane, ma in realtà sono vicine, anzi interiori. È l’io. L’io lirico che, attraverso il sentire dello sguardo, comunica palpito verso la vita.

Antonella Fusco

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  1. 1983 – Sulla soglia del visibile – veline e acrilici su tavola 70×100
  2. 1983 –Velature geometriche con luce bianca – veline e acrilici su tavola 35×50
  3. 1985 – La soglia dell’infinito – carte veline e acrilici su tavola 70×100
  4. 1987 – Nidi d’inverno – veline e acrilici su tavola 60×60
  5. 1987 – Finestra sull’orizzonte – veline e acrilici su tavola 100×100
  6. 1987 –Azzurro – veline e acrilici su tavola 60×60

 

 

 

 

 

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