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La poesia viaggio di un sentire interiore

Le arti luogo d'incontro

La poesia viaggio di un sentire interiore

«Semplici pensieri d’anima, nel silenzio lo sguardo del cuore. Un andare oltre la siepe. La poesia non solo come testo letterario, ma è la vita stessa nel suo intimo essere, nel suo sentire. Sentire, come il vedere interiorizzato, che apre la porta dell’oltre che è presente in noi. È il cammino dell’anima, in cui si attua quella intensa corrispondenza interiore tra il visibile e l’invisibile. La poesia, luogo dell’infinito. Ricerca appassionata e appassionante che non si esaurisce nell’opera, la vitalità è nella luce ispiratrice in divenire. La poesia, allora, rivelazione dell’io più profondo, viaggio reale e simbolico in cui si sperimenta la bellezza. Bellezza come respiro, pienezza, limpida meraviglia». (Antonella Fusco)

«Si legge una sensibilità finissima in queste poesie di Antonella Fusco, sublime e quasi religiosa, aperta ad un universo intuitivo che si lega al sensibile nel profondo dell’esistenza. I versi sono soffici, ritmati da una cadenza interna, con ampie pause, con respiri d’anima. Tutto sembra provenire dallo sguardo: uno sguardo avvolgente, caldo e calmo nel suo dispiegarsi quasi tattile sulle cose, sulla natura, sul creato. C’è nei versi una registrazione intensissima di gesti, segni, emozioni. E se per un verso la poesia  si dispiega in un contesto dialogico, rivolta ad un tu, reale e ideale, per l’altro non c’è separazione tra lo sguardo esteriore e quello interiore. Anzi vi è quasi, a tale riguardo, una identificazione. Il duplice sguardo coincide, assume persino un valore simbolico...» (dalla prefazione di Giorgio Agnisola)«Si legge una sensibilità finissima in queste poesie di Antonella Fusco, sublime e quasi religiosa, aperta ad un universo intuitivo che si lega al sensibile nel profondo dell’esistenza. I versi sono soffici, ritmati da una cadenza interna, con ampie pause, con respiri d’anima. Tutto sembra provenire dallo sguardo: uno sguardo avvolgente, caldo e calmo nel suo dispiegarsi quasi tattile sulle cose, sulla natura, sul creato. C’è nei versi una registrazione intensissima di gesti, segni, emozioni. E se per un verso la poesia  si dispiega in un contesto dialogico, rivolta ad un tu, reale e ideale, per l’altro non c’è separazione tra lo sguardo esteriore e quello interiore. Anzi vi è quasi, a tale riguardo, una identificazione. Il duplice sguardo coincide, assume persino un valore simbolico...» (dalla prefazione di Giorgio Agnisola)

«Si legge una sensibilità finissima in queste poesie di Antonella Fusco, sublime e quasi religiosa, aperta ad un universo intuitivo che si lega al sensibile nel profondo dell’esistenza. I versi sono soffici, ritmati da una cadenza interna, con ampie pause, con respiri d’anima. Tutto sembra provenire dallo sguardo: uno sguardo avvolgente, caldo e calmo nel suo dispiegarsi quasi tattile sulle cose, sulla natura, sul creato. C’è nei versi una registrazione intensissima di gesti, segni, emozioni. E se per un verso la poesia  si dispiega in un contesto dialogico, rivolta ad un tu, reale e ideale, per l’altro non c’è separazione tra lo sguardo esteriore e quello interiore. Anzi vi è quasi, a tale riguardo, una identificazione. Il duplice sguardo coincide, assume persino un valore simbolico…» (dalla prefazione di Giorgio Agnisola)


Lo sguardo e l’infinito

Lo sguardo

in me

vibrante

profondità

del sentire.

Dolcezza

e intensità

stupore

e silenzio.

Armonia

riverbero

straordinario.

Il finito

diviene

infinito.

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