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L’Europa di ieri e di oggi

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L’Europa di ieri e di oggi

Rubrica a cura di Roberto Costanzo…

  È  un caso che nell’immediato dopoguerra i politici cattolici siano i principali fondatori dell’unità europea?

La maggior parte dei cosiddetti Padre fondatori dell’unità europea, settant’anni fa, era costituita da politici di fede e militanza cristiano-democratica. A quell’epoca difatti i partiti di ispirazione cristiana avevano un ruolo primario , in quasi tutti i Paesi europei, forse anche per questo le prime politiche strutturali ebbero una chiara visione solidaristica: si pensi ai fondi per l’agricoltura, il riequilibrio regionale, il sostegno sociale.

Quel tipo di politica fu anche il risultato di una lunga semina di principi e valori esercitata dalla Chiesa cattolica alla fine del XIX secolo ed a cavallo della seconda guerra mondiale.

Il Cardinale Martini dirà: “Solo un’Europa che non rimuova, ma riscopra, le proprie radici cristiane , potrà essere all’altezza delle grandi sfide del terzo millennio: la pace, il fenomeno delle migrazioni, la salvaguardia del creato”.

Ma l’Europa di oggi – o meglio chi governa gli Stati europei oggi – si riconosce nelle radici cristiane? Dai tempi dei Padri fondatori, ai giorni nostri, molte cose sono cambiate in Europa, e non sempre in linea con i principi cristiani: ne stiamo vedendo le conseguenze …

  • Tuttavia vi è stata una forte influenza della Chiesa cattolica nella costruzione europea?

Era appena iniziata la seconda guerra mondiale, nel 1940, quando Pio XII lanciava l’idea di un‘Europa unita. Ne parlò anche il Generale De Gaulle, il quale riferì di “una suggestione ricevuta nel 1944 da Papa Pacelli sulla Federazione degli Stati europei”.

Quando nel 1964 Paolo VI proclamò San Benedetto patrono dell’Europa volle indicare una figura che aveva unito, non solo sul piano religioso ma anche su quello culturale, i popoli europei.

Certamente è stato Papa Wojtyla, anche per la sua origine polacca, ad affermare più volte che “l’unità europea deve saper andare oltre la sua unione monetaria ed economica” per fare l’Europa dei cittadini fondata sulla solidarietà. Chissà cosa ne penserà, dall’altro mondo, Giovanni Paolo II, osservando l’attuale deriva sovranista e antisolidarista del governo polacco in carica …

Il mondo cattolico è stato sempre convinto che l’unione europea “è figlia della guerra e madre della pace”. Anche per questo ha fortemente influenzato la costruzione europea, almeno nel secolo scorso.

  • Ma come è venuto meno il peso dei cattolici, dei cristiani in genere, nell’Europa del terzo millennio?

Sebbene negli ultimi tempi, anche con l’impegno di Papa Francesco, non siano mancati i richiami ad un’unione fondata più sui valori che non sugli interessi, i singoli Stati europei oggi guardano all’UE più come ad un pozzo in cui attinge di più chi arriva primo e pensa solo a sé, che non come ad una casa comune in cui si convive con spirito di fratellanza.

L’Europa di oggi, mentre tenta di rafforzare la propria integrazione economica e politica, dimostra una crisi di valori, determinata certamente non da un ridotto impegno della Chiesa cattolica quanto piuttosto dal distacco della attuale classe politica da principi e valori etici. Questo distacco è stato evidente nel momento in cui si è tentato di dotare l’UE di una propria Costituzione: una Costituzione senza alcun richiamo culturale e spirituale. Eppure Goethe, non un vescovo, aveva affermato che “la lingua materna d’Europa è il cristianesimo.” E’ anche Kant aveva detto che “il Vangelo è la fonte da cui è scaturita la civiltà europea.”

Oggi sono pochi, pochissimi, gli Stati membri dell’UE governati da forze politiche di ispirazione cristiana. Potrebbe essere , questa, una delle cause del montante euroscetticismo. Ma vi sono anche altre cause, soprattutto nei nuovi sistemi di comunicazione. Gli europeisti, a differenza degli euroscettici, non sanno usare i social net-work. E questo forse ce lo confermerà il risultato elettorale del prossimo 26 maggio.

Roberto Costanzo

sito promosso dall'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Benevento per favorire il dialogo e il confronto tra componenti sociali e realtà ecclesiali presenti sul territorio, per far emergere notizie buone e vere che contribuiscano all'edificazione del Regno di Dio.

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