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Bellezza respiro d’anima

Le arti luogo d'incontro

Bellezza respiro d’anima

 

In dialogo con mons. Felice Accrocca Arcivescovo Metropolita di Benevento

 a cura di Antonella Fusco

 

Credo sia importante educare alla bellezza, quella vera, limpida, profonda. Quella senza fine. La vita, nella sua luminosità. Ed anche l’arte, attraverso i suoi vari linguaggi espressivi, può essere strumento per giungere alla Bellezza.

 

La bellezza (naturale, artistica, esistenziale) è una via privilegiata per giungere alla Bellezza assoluta: verum, pulchrum et bonum, cioè il vero, il bello e il buono si presentano come le vie maestre per questo itinerario. E certamente l’arte diventa un canale preferenziale per tutto ciò: ogni arte, quando è vera arte, e ogni artista, anche quello che apparentemente sembra più lontano da una dimensione trascendente, possono contenere scintille di un fuoco interiore che proietta verso l’alto.

 

Educare alla bellezza, alimentando uno sguardo che sappia andare oltre. Sguardo: sentire interiorizzato che si dischiude alla profondità dell’esistenza.

 

Educare alla bellezza è un compito di primaria importanza, soprattutto per coloro che esercitano – a vario titolo – un servizio educativo. Credo che anche nei programmi scolastici tale aspetto dovrebbe essere potenziato, perché aiutare un giovane o una giovane a confrontarsi con la pittura, la scultura, la poesia e la letteratura, la musica e ogni altro linguaggio artistico, contribuirebbe in modo decisivo a educare la persona a un linguaggio che rifuggirebbe da ogni forma di volgarità e di violenza e accrescerebbe la sensibilità interiore. In una parola, la sensibilità al “bello” indirizzerebbe la persona verso il “vero” e il “buono”, dirigendola in tal modo verso la profondità dell’esistenza, verso una vita che rifugga dalla superficialità, da ciò che è vuoto, rendendola capace di fare della propria vita un dono per gli altri.


     Favorire, allora, armonia tra cuore e pensiero per una vita che riempia e non    impoverisca. Un sentire che sappia accogliere, ascoltare, costruire, valorizzare l’altro. Un sentire che sia respiro d’anima. Luce.

 

         Certo, è fondamentale raggiungere l’armonia mentis et cordis, della mente e del cuore. Non bisogna, infatti, lasciarsi guidare da una sola delle due dimensioni: né solo dalla mente, né solo dal cuore, ma collegare testa e cuore, perché quando si agisce con l’una o con l’altro soltanto si finisce sempre per diventare quel che Dio non vuole: o sballottati qua e là da qualsiasi vento di dottrina (Ef 4, 14), seguendo unicamente le proprie passioni, incuranti di chi dovrà poi farne le spese, o aridi come un coccio (Sal 22, 16) e gelidi, incapaci di mostrare il volto dell’Amore (1Gv 4, 12). Bisogna far dialogare queste due dimensioni della persona e orientare i giovani verso un approccio dialogico, capace di valorizzare le potenzialità altrui, per raggiungere, come dici, un sentire che “sappia accogliere, ascoltare, costruire, valorizzare l’altro”.

 

sito promosso dall'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Benevento per favorire il dialogo e il confronto tra componenti sociali e realtà ecclesiali presenti sul territorio, per far emergere notizie buone e vere che contribuiscano all'edificazione del Regno di Dio.

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