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Testamento biologico e rispetto della persona

Vita Ecclesiale

Testamento biologico e rispetto della persona

Dopo aver parlato dell’oblio oncologico mi viene naturale anche esporre il significato ed i contenuti del testamento biologico, che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sè. Il testamento biologico o biotestamento è uno strumento attraverso il quale l’individuo può esprimere la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari che intende ricevere o rifiutare nei casi in cui non sia piu in grado di prendere decisioni in maniera autonoma o nel caso in cui tali decisioni non possano essere espresse chiaramente a causa di una sopravvenuta incapacità. Si tratta, in buona sostanza, di un atto scritto redatto da una persona, nel pieno delle sue facoltà mentali – pertanto ancora in vita –  attraverso il quale la persona coscientemente comunica che nessun trattamento sanitario può essere intrapreso o perseguito senza il consenso libero ed informato della persona stessa .

Nella legislazione italiana, al fine di evitare confusione e fraintendimento con il termine di Testamento vero e proprio,  si parla sempre più propriamente di DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) regolamentate dalla Legge n. 219 del 2 dicembre 2017 pubblicata in G.U. del 16 gennaio 2018 ed entrata in vigore il 31 gennaio 2018. I DAT possono essere redatti sotto forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata  da un pubblico funzionario (ammessa anche la videoregistrazione se la persona e gravemente ammalata) e vengono  conservati presso la Banca Dati Nazionale delle DAT;  sono accessibili dal disponente stesso, dal medico che lo tiene in cura o dal fiduciario, se nominato, e la consultazione avviene, solitamente,  tramite SPID o CNS .  La Chiesa cattolica italiana si è espressa favorevolmente verso il DAT al fine di evitare inutili accanimenti terapeutici verso i malati terminali ed anzi ha sollecitato la promulgazione di una legge che riconosca valore alle dichiarazione sui DAT; cosa avvenuta con la citata Legge n. 219/2017 . Purtuttavia la CEI (Conferenza Episcopale Italiana ) ha espresso piu volte preoccupazione  che il riconoscimento delle DAT non rappresenti una forma mascherata di eutanasia. Di conseguenza non è ammessa dalla Chiesa Cattolica la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione, che è  l’argomento principale sui si sono divise le posizioni e conseguentemente i vari disegni di legge presentati in Parlamento, in quanto alimentazione e idratazione rappresentano trattamento di sostegno e non terapia sanitaria. Per la CEI resta centrale il ruolo del medico, che pur in presenza di dichiarazioni inequivocabili,  ha il compito di valutare secondo scienza e coscienza i trattamenti da porre in atto, sempre nel pieno rispetto di quel “favor vitae“ che contraddistingue l’ordinamento italiano ( Costituzione ) e la dottrina cristiana.

E per quanto concerne quest’ultimo punto, evidenzio che in Europa l’eutanasia è legalizzata in Belgio, Olanda e Lussemburgo. E’ consentita in Germania, Svezia e Svizzera, paesi in cui non viene perseguito il suicidio assistito, purché  il malato sia in grado di intendere e di volere. In Italia, Francia e Spagna  – i paesi più cattolici in Europa – , invece ,  il rispetto della vita resta sempre primario in ottemperanza appunto ai precetti della religione cristiana e dei rispettivi ordinamenti costituzionali .

Francesco Parente

sito promosso dall'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Benevento per favorire il dialogo e il confronto tra componenti sociali e realtà ecclesiali presenti sul territorio, per far emergere notizie buone e vere che contribuiscano all'edificazione del Regno di Dio.

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