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La pace nel Mediterraneo

Mondo Cattolico

La pace nel Mediterraneo

La recente guerra fra Gaza ed Israele ancora una volta evidenzia la situazione di un continente quello dell’Europa inesistente.

Sono altri i soggetti la cui ombra si profila sul devastato scenario di guerra: gli Stati Uniti d’America, la cui voce, nel silenzio dell’Europa, diviene inevitabilmente la voce dell’intero Occidente; la Russia che ha tutto da guadagnare dall’apertura di un nuovo fronte di instabilità e di conflitto alle porte dell’Europa; l’Iran, la Turchia e più da lontano, ma non con minore interesse, la Cina.

La verità è che l’Europa ha da sempre ritenuto che il Mediterraneo non fosse affar suo. Lo ha fatto con il problema dei migranti rispetto alla Libia, alla Tunisia, all’ Irak; lo ha fatto in passato e lo sta continuando a fare, oggi, rispetto alla questione palestinese, con conseguenze che saranno disastrose soprattutto per la nostra stabilità ed economia.

La solidarietà ed il sostegno alle ragioni di entrambi i popoli non sono in discussione. Ma occorre comprendere e trovare, entro breve tempo, una soluzione al problema palestinese.

Occorre innanzitutto rivedere gli accordi tra Israele e Palestina; poi occorre ridefinire i territori sopprimendo quello che oggi costituisce la “Striscia di Gaza“, una mostruosità politica, giuridica ed umana, una  devastazione sistemica dell’umano, dove ogni cittadino palestinese non può prima o poi che diventare sostenitore di HAMAS , consentendo a quest’ ultima di radicalizzarsi sempre più.

E’ da queste considerazioni che occorre partire per trovare una via di pace, nel quadro di una nuova visione strategica che l’Europa dovrebbe finalmente darsi. Il futuro è quello di fare da “ponte di civiltà” fra l’Africa e l’Asia portando all’una e all’altra le proprie tradizioni, usi e costumi e non proiettarsi solo verso l’Atlantico come prevede la politica degli USA.

Tutte le grandi città proiettate sul Mediterraneo (in fondo il mare che bagna Napoli è anche quello di Tel Aviv e arriva a qualche chilometro appena da Gaza) devono avere un ruolo importante nel portare avanti questo nuovo cammino.   

 Inoltre, come di recente ha sostenuto anche Fr. Francesco Patton – custode di Terra Santa – , occorre  deprecare la guerra ed avviare un percorso di pace che deve passare necessariamente anche attraverso un percorso di  “riumanizzazione” di entrambi i popoli (Israeliani e Palestinesi) ; occorre comprendere le ragioni e le sofferenze di entrambi e tenere in debita considerazione la dignità e la sensibilità di ciascuno.

E allora al lavoro nella speranza che si trovi  un accordo per contribuire  a costruire una pace stabile e duratura   nel territorio che diede i natali a nostro Signore Gesù e dove dovrebbe regnare l’amore e la concordia. 

Francesco Parente

sito promosso dall'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Benevento per favorire il dialogo e il confronto tra componenti sociali e realtà ecclesiali presenti sul territorio, per far emergere notizie buone e vere che contribuiscano all'edificazione del Regno di Dio.

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