Renata dice
che qui è la sua vera vita; non lo credeva possibile, ma qui lavora ed ha la
possibilità di frequentare la scuola e imparare tante cose. Sa anche rispondere
alle domande sulla Costituzione Italiana. Però sospira, pensando ai 6 figli,
ormai maggiorenni, che sono fuori, dove non ci sono queste opportunità.
È in carcere
da 11 anni….
Una ragazza
truccata guarda il giardino oltre le sbarre. Sigaretta in bocca.
Una signora
dall’aspetto distinto e coi capelli ormai bianchi e taglio corto, tira le sue
boccate guardando oltre le sbarre, oltre quella dimensione ristretta che le è
troppo nota.
Tante facce,
tante storie.
Franco
Crocco, artista e insegnante di Discipline pittoriche.
Nominato di
fresco al Liceo Artistico interno al carcere di Rebibbia, ha
dovuto adattarsi da subito ad una situazione completamente nuova e soprattutto
alla sensazione di essere considerato anche lui, in un certo senso, un
ospite.
Qui niente è
scontato: la frequenza, l’interesse …ci sono cose più importanti, come il
processo, gli avvocati, i figli… Si rende conto che sono presenti
meccanismi complessi, capisce immediatamente che deve lasciar da parte la
propria metodologia didattica e, ascoltando, trova la breccia per
farsi strada oltre i muri di diffidenza, di sofferenza: perché non utilizzare
proprio quegli scarti, quegli avanzi, come i pacchetti di sigarette? Su ogni
pacchetto si può dipingere qualcosa, righe, pois, oppure cancellare col colore
quelle orribili scritte, dare voce alle voci represse. Niente di
preordinato, ma con estrema libertà.
“Libertà”
“Il fumo mi
aiuta a non pensare”
“Non avere
paura”
“Vietato
morire”
I pacchetti
dipinti uno ad uno e stropicciati vengono assemblati su una superficie quadrata
e diventano, sotto la direzione artistica di Franco, un quadro: “AVANZI DI
GALERA” (il titolo dell’opera), che viene esposto al Macro Testaccio
nell’ottobre 2017. (“Present & Future: just across the street” mostra
organizzata da Terre Incognite)
Due anni
dopo. Ottobre 2019. Macro Via Nizza, Roma. Franco e Andrea allestiscono un vero
e proprio laboratorio: sui tavoli i pacchetti di sigarette e i colori, i
pennelli, la colla. Chi vuole può intervenire e fare il suo pezzetto. Anche
alcune ex detenute, e alcune in regime di semilibertà, vi prendono parte. Altri alunni
della scuola dove insegna adesso Franco hanno aggiunto dei
pacchetti dipinti a quelli delle ex detenute: l’occhio non
percepisce differenza e questo è un grande obiettivo raggiunto.
Anche questa
volta esce fuori un’opera d’arte.
L’ insegnamento
di Franco al Liceo di Rebibbia è concluso, è stato trasferito; ma sente di chiudere
l’esperienza fatta dando un senso compiuto all’insieme. Con gli opportuni e
necessari permessi era riuscito ad effettuare delle riprese all’interno del
carcere. Con l’aiuto di un altro artista: Andrea Simonetti, riesce a produrre
un breve ma esauriente documentario che ci dà uno spaccato della vita dietro le
sbarre e ci fa vedere come si è svolto tutto il lavoro creativo che unisce,
valorizza, dà un senso alla vita delle recluse, presentando tutti i connotati
del riscatto sociale.
Dietro quei
pacchetti di sigaretta accartocciati e assemblati si respira un’aria di
libertà, di riscatto, di voglia di vivere ed è questa la voce che si leva
dall’insieme, dove un particolare è niente eppure tutto, insignificante preso
singolarmente, ma insostituibile nell’insieme; dove tante singole voci fanno un
coro; dove la dignità dell’essere umano è resa inscindibile dalla bellezza
dell’opera d’arte.
A
laboratorio concluso “Avanzi di Galera” verrà istallata definitivamente nel
carcere di Rebibbia, in primo luogo per le detenute e inoltre per testimoniare
come l’arte può annullare i muri.
Mariannita
Zanzucchi
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