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Occhi aperti: “La criminalità opera in sordina”

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Occhi aperti: “La criminalità opera in sordina”

Massima partecipazione al convegno intitolato “L’infiltrazione della criminalità organizzata nel Sannio”, tenutosi presso il teatro san Vittorino. L’evento, come ha ricordato il questore di Benevento Giuseppe Bellassai, è nato, inizialmente, con l’idea di aggiornare professionalmente le forze di polizia di Stato in quanto la formazione e lo studio sono dei valori in cui bisognerebbe credere fermamente. L’idea iniziale, però, è stata poi sostituita dalla volontà di rendere il tutto fruibile a coloro che quotidianamente si attivano per contrastare i fenomeni legati alla criminalità. I relatori hanno rimarcato che nel territorio sannita, vi è la mancanza di fatti eclatanti ma ciò non deve indurre a ritenere che il Sannio sia “un’isola felice”. Infatti, come sottolineato anche dal procuratore aggiunto della procura di Benevento  Giovanni Conzo,  la mafia esiste anche qui, ed è evidente soprattutto perché, come emerge dagli atti processuali, molti cittadini preferiscono non denunciare per paura di avere ripercussioni. L’ordinamento giuridico prevede l’applicazione  di sanzioni molto severe nei confronti di reati di grande entità ma non per chi commette i cd reati spia. Tale tipologia di reati, ha sottolineato il procuratore generale della Repubblica di Napoli,  Luigi Riello, è molto diffusa e dimostra quanto sia importante per la Camorra mantenere anche il profilo basso, come ad esempio, chiedere il pizzo o contraffare i prodotti. Purtroppo, nel nostro paese si discute di criminalità solo per commemorare le vittime ma questa miopia, ha determinato il radicamento dei clan. Sono state queste le parole di  Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha  rimarcato la piena collaborazione tra le forze di polizia e l’autorità giudiziaria al fine di contrastare il fenomeno.  La magistratura e le forze dell’ordine possono agire sui fenomeni esteriori ma non sulle condizioni in cui esso si sia radicato: lì deve operare la società civile e, in modo particolare, la politica. Della stretta collaborazione tra gli organi giudiziari ne ha parlato anche il procuratore della Repubblica di benevento,  Aldo Policastro che ha confermato l’impegno dell’ufficio da lui diretto, a ridurre la diffusione di questo fenomeno, in modo particolare, di quelli legati all’intimazione.

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