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L’oblio oncologico è una realtà

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L’oblio oncologico è una realtà

Dopo il via libera ottenuto dalla Camera è stata approvata al Senato, all’unanimità, la legge sul diritto all’oblio oncologico. Il provvedimento va ad impedire che banche e assicurazioni  possano imporre condizioni discriminatorie per l’accesso ai loro servizi, verso chi è guarito da tumori o da altre patologie oncologiche. In particolare, la legge assicura il diritto a non fornire informazioni o a subire indagini rispetto alla propria condizione pregressa, quando si sono conclusi i trattamenti da almeno dieci anni e senza episodi di recidiva, o da almeno cinque anni nel caso in cui la patologia sia insorta prima del ventunesimo anno d’età.  Inoltre, l’uso di queste informazioni è  vietato anche nel caso in cui esse siano già in possesso del fornitore del servizio. Secondo i dati dell’Associazione italiana di oncologia medica, sono circa un milione le persone guarite da tumore in Italia che, fino ad oggi, hanno rischiato di vedersi negare o offrire, con condizioni decisamente sfavorevoli, l’apertura di un mutuo, di una polizza assicurativa o impedire l’accesso a concorsi, lavoro e formazione professionale.

Il nuovo provvedimento va a rimuovere queste pratiche discriminatorie, ai sensi articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, che sanciscono il riconoscimento dei diritti inviolabili di ciascun essere umano: il diritto all’eguaglianza e pari dignita’ sociale e il diritto fondamentale alla tutela della salute nonché  degli art. 7, 8, 21, 35 e 38 della Carta dei diritti dell’Unione Europea sul rispetto della vita privata e familiare, la protezione dei dati personali, la non discriminazione, la protezione della salute e dei consumatori. In più la recente legge conforma l’ordinamento nazionale alla risoluzione del Parlamento Europeo del 16 febbraio 2022, che impone alle compagnie assicurative di non considerare la storia clinica dei pazienti oncologici e a tutti gli stati membri dell’Unione di garantire il diritto all’oblio oncologico a tutti i pazienti guariti nelle tempistiche indicate. Ma nonostante questa risoluzione sono pochi i paesi europei ad avere recepito ed adottato tale norma e l’Italia è tra i primi paesi ad averlo fatto assieme alla Francia, al Portogallo, ai Paesi Bassi e al Lussemburgo. Infine si rileva che la legge è stata approvata proprio nella settimana in cui in Italia si celebrava la giornata dei diritti inviolabili degli uomini.

Francesco Parente

   

 

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